Dal confine: monitoraggio in frontiera aprile-giugno 2025

Riceviamo e pubblichiamo il quinto resoconto dal monitoraggio in frontiera sulle violente dinamiche di controllo del confine attuate tra Ventimiglia e Mentone dalle polizie francese e italiana.
Per leggere i precedenti report sul monitoraggio in frontiera:
report marzo-aprile 2025
report febbraio-marzo 2025
report novembre-gennaio 2025
report ottobre-novembre 2024

Il testo originale è in inglese.
(English version below)

Questa breve cronologia delle molteplici violenze prodotte dai meccanismi di frontiera e dai suoi agenti alla frontiera interna tra Francia e Italia, sul Mar Mediterraneo, è un resoconto incompleto e ben contestuale. Rappresenta la situazione dal punto di vista di persone che osservano (spesso bianche) con cittadinanza europea e, di conseguenza, tralascia innumerevoli episodi di violenza vissuti da coloro che lottano e resistono per la libertà di movimento. È quindi un quadro molto parziale e limitato della situazione, che esclude le prospettive cruciali delle persone in movimento (POM) e dei sans-papiers (persone senza documenti riconosciuti come “validi” dagli agenti di frontiera francesi).
Anche i numeri dei respingimenti e degli episodi qui citati, rappresentano solo una panoramica momentanea della situazione alla frontiera – non riflettono i numeri dei respingimenti che osserviamo durante i monitoraggi regolari (attualmente circa 30 al giorno), né descrivono in modo adeguato tutti gli episodi di violenza che osserviamo a questa frontiera.

28 aprile

In questa giornata, otto persone vengono respinte dalla Francia all’Italia senza avere accesso a un interprete che fornisca informazioni sulla procedura a cui sono sottoposte, né informazioni sui loro diritti durante la custodia. Tra loro vi è una persona minorenne che avrebbe avuto diritto a un posto sicuro dove stare in Francia. Fino a tarda sera, altre tre persone restano in stato di fermo presso la stazione di polizia, dove vengono interrogate per ore riguardo al loro percorso di viaggio.

5 maggio

Durante tutto il mese di maggio 2025, il numero di persone in movimento che arrivano in Italia è stato il più alto degli ultimi 15 mesi. Di notte, le celle nel seminterrato della stazione di polizia di frontiera francese sono affollate di persone in attesa del respingimento. Inoltre, le autorità locali di Ventimiglia continuano ad annunciare lo sgombero dei precari luoghi di riparo delle persone in movimento e dei sans-papiers sotto il ponte.

In questa giornata, la polizia francese entra più volte in territorio italiano (anche in borghese con diverse auto civili della polizia). Inoltre, una persona in possesso di documenti di viaggio validi subisce un controllo razzista sul treno per la Francia e viene respinta in Italia.

6 maggio

Mentre nove persone in movimento vengono arrestate in Francia e respinte in Italia, la stazione di polizia francese rimane ancora affollata di persone in movimento in stato di arresto. Due di queste nove persone ricevono un decreto di espulsione dall’Italia (e dall’intera area Schengen) da parte della polizia italiana. Per poter restare in Europa in sicurezza, ora dovrebbero affrontare una lunga e logorante procedura giudiziaria, per la quale al momento non hanno né le energie né le risorse necessarie.

12 maggio

Tra le tre persone respinte dalla Francia all’Italia vi è una persona nata in Italia che, nonostante abbia vissuto lì per tutta la vita, non ha mai avuto accesso a documenti di viaggio che la proteggano dalle pratiche di respingimento della polizia di frontiera francese.

15 e 21 maggio

In entrambe queste giornate, almeno dieci persone respinte non hanno avuto accesso a un interprete durante la procedura di respingimento.

22 maggio

Tra le persone respinte dalla Francia all’Italia vi è un uomo fermato vicino alla città di Nizza in autostrada e posto in stato di fermo. Quando chiede ai poliziotti francesi informazioni sui suoi diritti (accesso alla traduzione, informazione sui diritti, verbale della procedura a cui è sottoposto – procès verbal…), gli viene semplicemente detto di firmare il foglio di espulsione (arrêt de réadmission). Quando rifiuta, gli agenti gli dicono che ora è in custodia (garde à vue). Viene poi rilasciato e respinto in Italia alcune ore dopo, con un foglio di espulsione firmato da qualcuno in caserma al posto suo.

26 maggio

Tra le 14 persone respinte in un breve lasso di tempo ci sono sette minorenni. Tutti avevano trascorso la notte in cella. Nessuno di loro parla francese, la maggior parte non capisce l’inglese. Non hanno avuto accesso a nessun interprete. Uno di loro ha un documento che attesta che è stato salvato in mare nel Mediterraneo quattro giorni prima e che ha 17 anni. Sulla carta di espulsione della polizia francese, però, è stata scritta l’età di 19 anni, che non è corretta. Racconta di aver mostrato il documento del salvataggio ai poliziotti, che hanno semplicemente deciso di ignorare lo status di protezione che gli spetterebbe come minorenne.

9 giugno

Durante un breve lasso di tempo, dieci persone vengono respinte questo giorno. Quattro di loro erano state arrestate nel centro di Mentone. Tutti e quattro si sono visti sequestrati i telefoni cellulari dalla polizia. Raccontano di aver protestato, ma sotto la pressione degli agenti non hanno avuto scelta. Hanno visto che la polizia annotava i numeri di serie dei telefoni e inseriva dei codici (senza poter vedere
cosa facevano esattamente). Non hanno ricevuto alcuna documentazione scritta della procedura, né vi è menzione della violazione della loro privacy sui fogli di espulsione, il che li priva della possibilità di presentare reclami futuri.

10 giugno

Anche in questo giorno le persone respinte dalla Francia all’Italia erano state fermate in un controllo razzista nel centro di Mentone.

11 giugno

Durante un vertice nella città di Nizza, la stazione di Nice St. Augustin è piena di polizia antisommossa (CRS) e gendarmeria che effettuano controlli razzisti sui passeggeri fermi e stretti in un imbuto. Le persone fermate, controllate e trattenute pubblicamente sono state costrette a fornire il PIN dei loro telefoni e, una volta sbloccati, la polizia ha scattato foto del contenuto dei dispositivi e li ha confiscati temporaneamente. Nessuno di loro ha ricevuto documentazione della procedura, il che li priva della possibilità di presentare denuncia per la violazione dei propri diritti.

16 giugno

Le quattro persone respinte dalla Francia all’Italia la mattina di questo giorno avevano passato la notte in cella senza riuscire a dormire a causa del caldo. La notte insonne si aggiunge allo stato di angoscia in cui si trovano al momento del respingimento in un paese dove non hanno alcun legame e dove non avevano intenzione di fermarsi.

17 giugno

Mentre l’insediamento precario sotto il ponte di Ventimiglia è ancora minacciato di sgombero, lasciando le persone senza un luogo dove riposarsi, alcune delle persone arrestate dalla polizia di frontiera francese vengono trattenute fino a due notti.
In questa giornata, tra le cinque persone respinte in breve tempo oltre la frontiera franco-italiana, una di esse racconta che la polizia francese ha preso e ispezionato il contenuto del suo telefono. Non riceve alcun documento che certifichi il respingimento o l’arresto né dalla polizia francese né da quella italiana, e si ritrova bloccato nella città di Ventimiglia, dove non era mai stato prima.

english version

This small chronology of the multiple violences produced by the border mechanisms and its agents of the inner-european border between France and Italy at the Mediterranean Sea is an incomplete and situated account. It pictures the situation from the perspective of (often white) observers with european citizenships and thus leaves out innumerable violent incidents experienced by those who are struggling and fighting for their freedom of movement. It is thus a very partial and limited picture of the situation leaving out the crucial perspectives of people on the move (POM) and sans-papiers (people without documents recognised as “valid” by french border agents).
Also the numbers of push backs and incidents cited here are simply momentary snapshots of the situation at the border – they do neither represent the numbers of pushbacks that we observe when regularly monitoring at the border (currently about 30 per day), nor do they adequately picture all violent incidents that we observe at this border.

28th of April

On this day eight people are pushed back from France to Italy without seeing a translator providing information about the procedure they are being subjected to and without information about their rights in custody. Amongst them is one person who is underage and would have had the right to a safe place to stay in France. Until the late evening three other people are still being held in the police station where they are being interrogated about their travel route for several hours.

5th of May

During all of May 2025 the number of people on the move arriving in Italy is the highest since 15 months. At night the cells in the basement of the french border police station are crowded with people awaiting their pushback. In addition the local authorities of Ventimiglia keep announcing the expulsion of the precarious sleeping places of people on the move and people without papers under the bridge.

On this day french police is driving (also in several civil police cars) several times into the italian territory. Also one person who is in the possession of valid travel documents is being subjected to a racist police control on the train to France and pushed back to Italy.

6th of May

While nine people on the move are being arrested in France and pushed back to Italy, the french police station is still crowded with people on the move who are still under arrest. Two of the nine people on the move are being given an expulsion from Italy (and from the entire Schengen zone) by the Italian police. In order to remain safe in Europe they would now have to go through a draining juridical procedure for which they lack the necessary energy and resources at this point of their
journey.

12th of May

Amongst the three people who are being pushed back from France to Italy one person is born in Italy and despite living there all his life never had access to the travel documents that would keep him safe from the pushback practices of the french border police.

15th and 21st of May

On both of these days at least ten people who were pushed back had no access to translation during the pushback procedure.

22nd of May

Amongst the people pushed back from France to Italy is a man who was stopped near the city of Nice on the highway and taken into custody. When he asks the french police about his rights in custody (to have access to translation, to be informed about his rights, to receive a written account of the legal procedure he is being subjected to (procès verbal), …) they simply tell him to sign the expulsion paper (arrêt de readmission). As he refuses to sign he is being told by the french police officers that he is now under arrest (garde à vue). He is released from the french police station and pushed back to Italy several hours later with an expulsion paper that somebody in the police station had signed for him.

26th of May

Amongst the 14 people pushed back in a short period of time during this day are seven minors. All of them had spend the night in the police cell. None of them speak french, most of them do not speak or understand english. They had no access to translation. One of them has a paper stating that he was saved in a sea rescue operation in the Mediterranean a four days ago and that he is 17 years old. On the expulsion paper that he was given by the french border police he was assigned the age of 19 which is not true. He claims to have showed the paper from the rescue operation to the french police who simply decided then to erase the status of protection that he would have a right to as a minor.

9th of June

During a short period of time on this day ten people are being pushed back. Four of them had been arrested in the city center of Menton. All of these four people had their phones taken away from them by the police officers. They report that they disagreed with their phones being taken away from them but under the pressure exerted by the police officers they had no choice. They have witnessed that the french police noted the serial number of their phones and typed a code into their phone (they could not see what the police did exactly). They do not receive a written account of the legal procedure they have been subjected to and on their expulsion papers there is no mention of the intrusion into their privacy which is depriving them of the possibility to complain and act against this infraction in the future.

10th of June

Again, on this day the people who are being pushed back from France to Italy have been arrested in a racist police control in the city centre of Menton.

11th of June

During a summit in the city of Nice the train station of Nice St. Augustin is crowded with riot police (CRS) and gendarmerie units subjecting passengers to racist police controls in a bottleneck of the station. The people who are stopped, held and controlled in public are being put under pressure by the police to give them the PIN code of their phones and, once the phones were unblocked, the police officers proceeded to take pictures of the content of the temporarily confiscated phones. None of the persons who were subjected to this procedure in public received any documentation of this procedure which is depriving them of the possibility to complain against this infraction of their rights.

16th of June

The four people who are pushed back from France to Italy in the morning of this day had spend the night in the french police cell where none of them was able to get any sleep because of the heat. The sleepless night that they were forced into adds on to the distress in which they find themselves when being pushed back to a country in which they have absolutely to connections or ties and where they never intended to stay.

17th of June

While the precarious settlement under the bridge in Ventimiglia is still threatened to be expulsed leaving people with absolutely no place for rest, people arrested by the french border police partly experience detention up to two nights.
On this day, amongst the five people who are being pushed back across the french-italian border within a short period of time, one person reports that the french police had taken and accessed the content of his telephone. He is not given any papers documenting his pushback and arrest neither by the french nor by the italian police and is stranded in the city of Ventimiglia where he has never been to before.

Non importa quale sia la situazione, non arrenderti

Non arrenderti. Un messaggio e un disegno raccontano il dispositivo stritolante del confine, invitando alla resistenza. Pubblichiamo la testimonianza che una delle persone in viaggio ha lasciato presso la postazione del collettivo Kesha Niya.

Il collettivo Kesha Niya è attivo alla frontiera di Ventimiglia dalla primavera del 2017 dove fornisce quotidianamente cibo e sostegno alle persone migranti che tentano di attraversarla. A questo link potete leggere l’ultima traduzione del loro report mensile.

“Se non si riesce a pianificare, si pianifica il fallimento. Nella vita non si trova tutto quello che si merita. Ci sono molti tipi di persone in questa vita. Alcune ti insegneranno. Alcune ti distruggeranno.
È molto difficile trovare dei veri amici che ti amino e si fidino di te. Non dipendere mai da nessuno. Mai amare troppo e mai fidarsi troppo.

In questo universo alcuni paesi predicano l’amore ma non lo praticano. Io rispetto l’America, l’Europa – non hanno amore per i neri.
Tenere qualcuno nel tuo paese per un numero indefinito di anni senza documenti è frustrante.
Alcuni dei miei amici sono morti per mancanza di documenti. Perdono la concentrazione. La cosa migliore che si può fare per i meno privilegiati: fare. E lasciare il resto a Dio.
Amo gli italiani – solo che vedono l’immigrato come un animale. Nell’altro mondo prego di non essere testimone degli italiani.

Sono davvero triste mentre scrivo questo dopo che mi hanno dato 2 negativi [sulla richiesta d’asilo]. Mi chiedono di lasciare il loro paese, il che non è buono. Mi sento frustrato mentre scrivo queste cose.

Non importa quale sia la situazione, non arrenderti.”  19 gennaio 2021.

Questa è una storia che qualcuno ha deciso di condividere con noi in un libro che abbiamo iniziato a tenere alla frontiera. Le persone lasciano messaggi in inglese, francese, arabo,… Altre hanno lasciato immagini che hanno disegnato.

Le ultime settimane sono state in molti modi piene di storie e di piccoli cambiamenti.

È bello stare insieme nel nostro posto di lavoro, nonostante il lungo e duro viaggio che la gente non ha mai scelto di fare. Sappiamo che tuttə attraversano questa frontiera, ci possono volere 5, 6, 7 volte o più, a seconda della strada che riescono a scegliere, ma alla fine continuano il loro cammino verso il paese dove vogliono vivere, dove vogliono ottenere documenti e stabilirsi.

Le lotte continuano: essere Dublinati (soggetti al Regolamento di Dublino ndt), spesso in Italia, in Grecia o in un paese balcanico, permette all’Europa di dire loro dove devono e non devono stare. E senza supporto legale è un’altra giungla, quella della burocrazia e della perdita delle possibilità che hanno, in un determinato lasso di tempo, per reagire sulle procedure dei documenti e fare ricorso su una decisione.

Non importa dove ti trovi: non c’è bisogno di essere alla frontiera per essere coinvoltə. In tutti i paesi europei, gruppi auto-organizzati sostengono le persone con consulenza legale e le accompagnano agli appuntamenti, per colmare principalmente il vuoto di una lingua mancante e per essere lì nel caso in cui qualcuno si perda. Per assicurarsi che i diritti delle persone siano garantiti, non ignorati o spiegati in modo non corretto, come sappiamo succede facilmente. Siamo sicurə che voi che leggete questo testo siate in un modo o nell’altro già attivi o stiate progettando di farlo, in qualsiasi modo.

Mandiamo un po’ d’amore a voi, a tuttə quellə che abbiamo incontrato qui nel loro viaggio, a tuttə quellə che arriveranno ancora. Siamo noi a creare le condizioni di vita in paesi sfruttati e politicamente condizionati, in queste condizioni altre persone trovano spesso la ragione per partire – e siamo noi a creare le condizioni di vita e la solidarietà che tuttə trovano qui.

– Ciao da Kesha Niyas!
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La frontiera non va in vacanza

Aria di vacanza. Venerdì 26 luglio, mentre per le strade, sui social, nelle case del Bel Paese è un gran parlare dell’eclissi totale di Luna più lunga e visibile del XXI secolo, tra i solidali presenti e attivi nella zona di confine di Ventimiglia gira la voce che domenica 29 la polizia italiana abbia intenzione di far partire un pullman di deportazione dei migranti verso gli hotspot del Sud Italia.

“Strano, molto, un pullman di domenica…perché?” Si chiedono alcune solidali. Non è quasi mai successo, le deportazioni di solito vengono fatte in settimana prima del weekend, quando la cittadina di frontiera si riempie di turisti per il mercato e per la vacanza.

Sabato. Qualcun* viene a sapere da compagni francesi che l’indomani a Mentone si terrà un’iniziativa congiunta del Movimento Giovani Padani (i giovani della Lega) e di Génération Nation Provence-Alpes- Cotes d’Azur (i giovani del Front National). Programma fitto per la mattinata di domenica: conferenza stampa, volantinaggio e striscione in frontiera bassa contro l’immigrazione. Iniziativa non molto pubblicizzata, all’apparenza più una questione di diplomazia tra i due partiti politici che un’iniziativa con qualche impatto concreto. Ad un certo punto, c’è chi si interroga sull’ipotesi di un collegamento tra l’iniziativa dei razzisti in colletto bianco e il pullman di deportazione…

Sabato 28 sera nel piazzale davanti al cimitero di Ventimiglia, accanto al fiume Roya, dove nascosti tra gli sterpi e i canneti ora dormono le persone migranti che non vogliono andare al campo della Croce Rossa, c’è la quotidiana distribuzione di cibo ad opera del gruppo Kesha Niya. Camminando verso il piazzale incontriamo diversi ragazzi, zaino in spalla, scarpe ben allacciate, sguardo determinato. Sono in partenza, vogliono superare quel confine che vale solo per chi ha la pelle nera ed è nato in un posto dove il diritto a viaggiare, ad andare a vivere in un altro paese, all’aspirazione a condizioni di vita dignitose è negato. Molti di loro, probabilmente, finiranno nel computo dei deportati dell’indomani. Dopo giorni passati al caldo e nel disprezzo di una città inospitale, dopo il cammino notturno, il pericolo, la speranza carica d’ansia di farcela: troveranno poliziotti che parlano in lingue sconosciute,  insultano, urlano, frugano il tuo corpo, senza diritto a una doccia, senza un bicchiere d’acqua o qualcosa da mangiare, sbattuti su un pullman che li porterà, dopo 13 ore di viaggio, ancora una volta al punto di partenza: un hotspot del sud Italia.

Domenica ore 8.30. Frontiera Alta, Ponte San Luigi. Si intravede un blindato, parecchia polizia davanti agli uffici di frontiera italiani, l’ipotesi di un pullman si fa sempre più concreta. Eccolo apparire dopo poco: Riviera Trasporti non si smentisce. Due autisti impassibili di fronte alla mansione lavorativa che li attende appaiono di buon umore, perfettamente a loro agio tra i poliziotti. Parcheggiano il mezzo e cominciano a lavare i finestrini. Nel mentre un gruppo di una quindicina di ragazzi migranti viene consegnato dalla polizia francese alla polizia italiana. Dalla finestra aperta dell’ufficio di frontiera si vedono i guanti bianchi indossati da un poliziotto.  Serviranno per l’ennesima perquisizione a cui i ragazzi migranti verranno sottoposti. L’aria è ferma, il cielo terso e il mare luccica. La frontiera alta guarda a picco sulla spiaggia dei Balzi Rossi, sulla frontiera bassa e sul primo tratto della spiaggia di Menton Garavan. Il panorama è di una bellezza incredibile. Qualcuno disse: “La bellezza salverà il mondo”. Decisamente non è così, la bellezza non salva il mondo.

Passano macchine costose alla frontiera, arrivano dalla Francia, vanno verso l’Italia. Le solidali che  osservano quanto avviene alla frontiera vengono identificate. Solito tentativo da parte dei poliziotti di impedire la documentazione. Di fronte alla dimostrata conoscenza dei propri diritti, il poliziotto cambia strategia: “ Tanto pour parler… ma voi che fate qui… siete parte di qualche gruppo?” “ Del pour parler con lei sinceramente non ne abbiamo nessuna voglia” gli viene risposto. Offeso, il poliziotto replica: “ allora godetevi lo spettacolo” e si allontana di qualche passo, guardando i suoi colleghi e sottoposti.

Nel frattempo sopraggiunge un secondo pullman della Riviera Trasporti. “Due pullman, quanta gente hanno intenzione di fermare e deportare?” Vengono avvertiti i solidali presenti in città, si divideranno in coppie per avvisare le persone migranti del pericolo di essere fermate e deportate.

Un ragazzino sale le scalette dell’ufficio di frontiera, fa pochi passi e appoggia i gomiti al parapetto della  frontiera alta. Maglietta attillata bianca. Sopracciglia molto scure, occhi stanchi. Dalle scarpe si capisce che ha camminato molto, in luoghi polverosi. E’ Amer, 19 anni, curdo irakeno, non parla lingue europee e nemmeno l’arabo. Prende dell’acqua da bere, accetta un passaggio fino a Ventimiglia e qualche albicocca. E’ stato graziato dalla deportazione perché ha un foglio di respingimento datato 26 luglio. Quel foglio dice che Amer ha una settimana per lasciare Ventimiglia, quel foglio per ora lo salva dalla deportazione. Al telefono, in inglese, il cugino spiega che Amer deve raggiungerlo in Inghilterra . Appare molto sorpreso della situazione che gli viene descritta sulla  frontiera franco italiana. Chiede se è possibile aiutare il cugino, piccolo e spaesato (uno shibli – leoncino – lo chiamerebbero i sudanesi che così chiamano tutti i ragazzini ancora inesperti della durezza della vita) a comprare una scheda telefonica con internet e indicargli un posto dove cambiare dei soldi. Si cerca di dare qualche riferimento utile ad Amer, lui ringrazia, sorride e con lo sguardo giovane e stanco riprende la sua strada. E’ possibile che nei prossimi giorni ci si vedrà per le strade calde e tese di questa cittadina italiana così carica di violenza.

Qualche solidale è rimasto in frontiera alta a monitorare la situazione. Alla fine viene riempito per metà uno solo dei due pullman presenti. La polizia italiana e francese appaiono collaborative. Rimane il dubbio sul senso di questa operazione. In questo momento gli arrivi in città sono dimezzati rispetto alla scorsa estate, per non parlare rispetto alle estati del 2016 e 2015. I campi di detenzione in Libia, le operazioni assassine della guardia costiera libica (che ora opera usando le motovedette italiane) , la chiusura dei porti alle navi delle ONG voluta dal Ministro dell’Interno italiano danno i propri frutti. Meno gente in questo maledetto Paese, sempre più morti nel Mediterraneo, sempre più detenuti nei lager libici.

Mentone. Marché des Halles. Sole, caldo, la cittadina francese è tirata a lucido. Bianchi, ricchi, sfoggiano un certo stile di vita dimostrato dai prezzi degli articoli esposti nelle vetrine dei negozi. La piazza  del mercato è piena di gente, al suo interno produits gourmands, tutto molto francese, tutto molto di gusto. A stonare rispetto all’eleganza, un manipolo di sette/otto giovani leghisti, camicie bianche, fazzoletti verdi al collo. In maniera non troppo convinta danno qualche volantino riprendendosi in un video. Molte persone passano dritte, qualcuno lo prende distrattamente. I giovani leghisti d’altronde non  sembrano interessati a comunicare. I colleghi dell’organizzazione giovanile del Front National sono poco distanti sul lungo mare.

L’impressione è quella di chi deve timbrare il cartellino, in attesa che una serie di timbri produca una raccomandazione, una poltroncina in provincia, un qualche ruolo di micro potere. Di fatto però la Lega stringe i rapporti con il partito amico del Front National e stavolta può farlo dalla posizione di forza, essendo al governo del Paese. D’altra parte i suoi “giovani” militanti sono lo specchio della sostanza politica ed  etica del partito: forti con i deboli, deboli con i forti. Urlano, urlano ma di fronte ai  poteri forti europei chinano la testa e aspettano a bocca aperta, sotto il tavolo, di divorare gli avanzi sostanziosi del banchetto. Nel frattempo mettono mano al lavoro sporco, costruendo lungo i confini, con la violenza, le condizioni per una nuova fase di schiavitù razziale.

Sulla strada che da Ventimiglia porta alla frontiera alta, camminano sudati – fa davvero molto caldo-  due ragazzi probabilmente afghani. Sollevano lo sguardo quando la macchina si ferma, sorridono gentili. Li si avverte che sopra c’è tanta polizia e un pullman pronto per la deportazione. “Noi proviamo lo stesso, su per la montagna”. “ No ragazzi non ora, più tardi”. “Va bene, riposeremo all’ombra tra i cespugli finché la situazione non sarà più tranquilla. Grazie, grazie.” Sorridono, ripartono.

 

A cura di g.b

“L’accoglienza ai migranti è indegna”. Diffuso in Francia un rapporto ufficiale sulle pratiche della Polizia di frontiera a Mentone.

Il 5 giugno, il quotidiano Nice Matin (cosi’ come altri giornali francesi) ha pubblicato la notizia dell’avvenuta consegna, nelle mani del ministro degli interni Gérard Collomb, di un rapporto redatto dal Contrôleur général des lieux de détention et de privation de la liberté (controllore generale dei luoghi di detenzione e privazione della libertà). Questa autorità indipendente, creata nel 2007, si è recata a Mentone, per la seconda volta dal 2015, per osservare le pratiche di “accoglienza” ai migranti da parte del SPAFT, il servizio di polizia alle frontiere terrestri. I fatti constatati e le conclusioni del rapporto sono gravissimi: l’accoglienza ai migranti è “indegna”, per la violazione ricorrente e continua dei loro diritti, e per le condizioni materiali dei locali troppo piccoli, nei quali le persone fermate sono costrette a passare ore, nottate intere, nella quasi totale assenza di arredo. Inoltre, sono stati osservati direttamente atti di violenza e respingimenti illegali di minori … l’impunità è tale che, neanche sotto gli occhi di un organo di controllo, i poliziotti si preoccupano di modificare la loro condotta. I numeri forniti sono da capogiro: tra gennaio e agosto 2017, a questo posto di frontiera sono stati respinti 29 144 adulti e 10 434 minori non accompagnati. Di questi ultimi, nello stesso periodo, solo 27, lo 0,3 %, sono stati affidati ai servizi sociali competenti. Abbiamo sotto gli occhi un crimine palese e enorme: come ogni paese europeo, la Francia ha l’obbligo di garantire la presa in carico di ogni minore migrante reperito sul proprio territorio. Da anni militanti, attivisti e soggetti vari, attenti alle dinamiche di frontiera, denunciano queste violenze e soprusi. Nessuna presa di posizione. E neanche davanti ad un rapporto come questo il Ministero dell’interno ha proferito parola: sono da poco scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni e non un fiato sulla vicenda. La direzione regionale della polizia delle Alpi Marittime ha risposto in termini burocratici elencando tutte quelle convenzioni e quei protocolli ai quali teoricamente si attiene, ma che nei fatti non rispetta, e difendendo a spada tratta la condotta dei poliziotti. Si è sentita anche qualche voce politica, come succede spesso, ideologicamente troppo schierata su posizioni reazionarie e razziste, per preoccuparsi di rispondere nel merito dei contenuti.

Questo rapporto, e le mancate reazioni che ne sono seguite, sono il ritratto della frontiera: un’ingiustizia perpetrata quotidianamente nell’indifferenza e nell’accettazione.

 

Sui poliziotti alla frontiera di Mentone piomba un rapporto … ed è severo.

http://www.nicematin.com/faits-de-societe/un-rapport-est-tombe-sur-les-policiers-aux-frontieres-de-menton-et-il-est-severe-235847

(link all’originale, da Nice Matin, edizione in linea, pubblicato il 05/06/2018)

A Mentone, l’accoglienza ai migranti da parte della polizia di frontiera è stata giudicata “indegna”.

La visita era imprevista. Quattro persone, dipendenti del controllore generale dei luoghi di privazione di libertà –un’autorità indipendente creata dalla Francia in 2007-, hanno voluto verificare, ad inizio settembre, come fossero prese in carico a Mentone le persone straniere fermate dal servizio della polizia alle frontiere terrestri. La conclusione è secca: controlli a bordo dei treni “au faciès”(leteralmente “alla faccia”, espressione per indicare la discriminatorietà di controlli polizieschi motivati da caratteristiche fisiche), pratiche di respingimento “consistenti nell’invitare dei minori non accompagnati e delle famiglie a riprendere un treno verso l’Italia senza che alcuna procedura sia attivata”, locali “troppo esigui” quando non sono considerati “indegni”, “tensione”, o anche “atto di violenza nei confronti di un giovane migrante” sotto gli occhi dei controllori.

L’accusa principale: i diritti dei migranti, secondo il rapporto, non sono rispettati. “In nessun momento , durante la loro missione, i controllori hanno visto dei poliziotti leggere alle persone le decisioni che li riguardavano o spiegargli nel dettaglio la portata di tali decisioni”.

Infine, “I controllori hanno constatato che dei minori non accompagnati fermati sul territorio (nazionale francese, n.d.r.) sono stati ricondotti in Italia, quando in nessun caso possono essere oggetto di misure di allontanamento”. L’integralità del rapporto si evince da una frase: “la presa in carico quotidiana delle perosne straniere si effettua in condizioni indegne et irrispetose nei confronti dei loro diritti”.

Il ministero degli interni, al quale era destinanto il rapporto, non ha fatto alcuna osservazione da quando lo ha ricevuto.

Eric Ciotti, deputato della prima circoscrizione delle Alpi-Marittime, ha denunciato “un rapporto non oggettivo e diffamatorio nei confronti dei poliziotti”.

Sul sito del Contrôleur général des lieux de privation de liberté è possibile scaricare il rapporto integrale (81 pagine):

http://www.cglpl.fr/2018/rapport-de-la-deuxieme-visite-des-services-de-la-police-aux-frontieres-de-menton-alpes-maritimes/