Sui fatti di Malpensa

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato su quanto accaduto in seguito al respingimento di una persona dalla Francia alla frontiera di Ventimiglia nella sera del 10 luglio:
ancora una deportazione per chi non ha documenti “che contano”.
Ancora repressione per chi lotta contro frontiere, galere e cpr.

SUI FATTI DI MALPENSA

Venerdì 11 luglio si apprende la notizia dell’imminente deportazione di un ragazzo gambiano, arrestato il giorno prima in Francia ed espulso in Italia. La deportazione sarebbe dovuta avvenire dall’aeroporto di Malpensa con il volo AT00951 delle 18.05 diretto a Casablanca, della compagnia aerea Royal Air Maroc. Quattro compagnx da Milano si sono mobilitatx per recarsi all’aereoporto con l’intenzione di distribuire dei volantini per informare i passeggeri di ciò che sarebbe accaduto.

Infatti la volontà delle persone a bordo e del pilota incide sulla possibilità di fare partire o meno l’aereo e quindi fermare la deportazione.

Varcata la soglia dell’aeroporto, prima ancora di aver raggiunto la fila di persone nell’area check-in e senza aver distribuito neanche un volantino, lx compagnx sono statx circondatx da un cospicuo numero  di agenti di polizia e digossini, per poi essere trattenutx in stato di fermo. Poco dopo l’identificazione, le forze dell’ordine hanno proceduto con la perquisizione delle borse e il sequestro di qualche volantino. Al termine delle 5 ore di fermo in aereoporto, lx compagnx sono statx rilasciatx con denuncia a piede libero per i seguenti reati: istigazione a delinquere, attentanto alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio. Inoltre, sono stati notificati 4 fogli di via della durata di 3 anni dall’aeroporto e dai comuni limitrofi (Ferno e Somma Lombardo). L’aereo ha preso il volo e il ragazzo gambiano è stato deportato “con successo”.

Riflettendoci, non ci sorprende la presenza degli sbirri in questo contesto e la ridicola sproporzione dei capi d’accusa rispetto all’azione  che peraltro non si è realizzata (e lo comunichiamo con rammarico).

È chiaro il messaggio della Questura di Varese: l’areoporto di Malpensa è un luogo estremamente securizzato nel quale non può essere tollerata alcuna espressione di lotta. Ma soprattutto è evidente come lo Stato abbia un enorme interesse a non voler alcun intoppo nella macchina delle deportazioni ed è quindi pronto a dispiegare il suo apparato repressivo per far in modo che ciò non avvenga.

Quanto detto finora è funzionale alla tutela dei privilegi di chi detiene il Potere all’interno della fortezza Europa e non solo, e si inserisce all’interno di un progetto di controllo delle migrazioni sempre più stringente: la creazione e il pattugliamento dei confini; la costituzione di un sistema di leggi che si basa sull’individuazione di un “nemico” interno, e la criminalizzazione di chi viene targhettizzato come tale; l’esistenza di lager in cui le persone vengono recluse con la sola colpa di non avere i documenti giusti e le torture che lì dentro vengono perpetrate; la repressione che punisce qualsiasi tentativo di rivolta e mira a distruggere i legami di solidarietà che si creano dentro e fuori; fino alla deportazione forzata tramite voli di linea e voli charter appositamente designati a questo scopo.

Tutti questi ingranaggi mortiferi vanno ad arricchire schiere di spregiudicati attori: basti pensare alle cooperative a cui lo Stato delega la gestione dei cpr (che poco interesse hanno dei reclusx quanto sul lucrare il più possibile tramite gli appalti che vincono), oppure alle compagnie aeree attraverso cui vengono deportate le persone.

Queste politiche si fondano sulla configurazione di un Sistema mondo coloniale, bianco, occidentalocentrico e capitalista che si basa sulla creazione di categorie di razza e civiltà e sulla loro gerarchizzazione.

Ciò determina l’attuale ordine globale tra stati e l’ordine di privilegi all’interno di essi che giustificano lo sfruttamento sistemico.

 La tensione alla libertà che ci spinge a lottare è più forte di qualsiasi tentativo di soffocarla. Non ci faremo intimorire dalle misure adottate dalla Questura di Varese, che non fanno altro che alimentare la nostra rabbia nei confronti di questo Sistema liberticida e di chi lo sostiene. Il meccanismo delle frontiere e della loro protezione non fiaccherà la pulsione che spinge le persone ad attraversarle, e con essa nemmeno la nostra solidarietà e complicità.

Per un mondo senza Stati, frontiere e galere. Sempre solidali con chi viene oppressx e con chi si ribella.

Assemblea no cpr Milano

Giugno 2025 a Ventimiglia

Riceviamo e pubblichiamo il seguente report sulla situazione nel territorio di Ventimiglia e frontiera nel mese di giugno 2025.

Qui il link citato nel report al crowdfunding a sostegno della famiglia di Moussa Balde: Contro i CPR-Giustizia per Moussa!

Qui i report precedenti:
Febbraio 2025 a Ventimiglia
Maggio 2025 a Ventimiglia

Giugo 2025 a Ventimiglia

Dieci anni fa a giugno veniva chiusa la frontiera franco Italiana. In memoria di questa triste ricorrenza ma anche delle lotte e movimenti nati come reazione alla chiusura, ci sono stati degli eventi sparsi nel territorio di confine italiano e francese, tra cui una preghiera interreligiosa al memoriale di ponte San Ludovico e la proiezione di un film a Saorge sul movimento di resistenza nato ai Balzi Rossi nel 2015. Questa ricorrenza è fatalmente concomitante con la Giornata Internazionale del Rifugiato del 21 giugno. Mentre in città a Ventimiglia il sindaco Di Muro incolpa “i migranti” per il mancato rispetto degli standard ministeriali di raccolta differenziata comunale, nella provincia di Imperia le forze del disordine hanno emanato 47 ordini di allontanamento e causato 59 espulsioni a danno di persone “irregolari”. C’è anche stato un arrestato a Bordighera, portato poi al CPR di Torino. Le persone imputate di reato sono definite da alcuni giornali come “cittadini di matrice extracomunitaria”, patetica categorizzazione ed imbarazzante neologismo che nasconde tutti i pregiudizi razzisti e islamofobi e che richiama l’epiteto, più in voga 10 anni fa da queste parti, del terrorismo di matrice islamica.

Divieto per la nave Artic Sunrise di Greenpeace di entrare in acque francesi per avvicinarsi a Nizza dove si svolgeva il One Ocean Science Congress e conferenza ONU sugli oceani tra il 8 e il 13 giugno. La nave ha quindi stazionato al porto di Ventimiglia. Durante il tanto temuto congresso l’apparato di sicurezza è stato rafforzato con +5000 gendarmi, 2 elicotteri e svariati droni.

Il 18 e 19 giugno c’è stata un’operazione speciale di polizia, con controlli nelle stazioni, sui treni e sugli autobus nel territorio francese di confine. L’operazione viene descritta come di contrasto all’immigrazione irregolare e segue un’operazione simile effettuata il 20 e 21 maggio che ha portato all’arresto di 750 persone, raggiungendo un incremento del 30% dei già numerosi arresti.

Inizio della raccolta fondi per permettere alla famiglia di Moussa Balde di testimoniare al processo contro il CPR di Torino. I soldi serviranno per coprire le spese di viaggio, come il costo dei biglietti aerei e dei visti, e per le spese di permanenza di un mese e mezzo a Torino. Il crowdfunding si può trovare su papayoux-solidarite.com

Il 28 giugno c’è stata una manifestazione a Diano Marina contro la possibile apertura di un CPR all’interno della ex caserma Camandone di Diano castello. La manif promossa da Ponente contro il CPR ha visto la partecipazione di gruppi e collettivi prevalentemente liguri, in un corteo grande qualche centinaia di persone che dal lungo mare è arrivato fino all’ingresso della caserma.

Maggio 2025 a Ventimiglia

Riceviamo e pubblichiamo il seguente report sulla situazione nel territorio di Ventimiglia e frontiera nel mese di maggio 2025

Maggio 2025 A Ventimiglia

A Maggio il numero di presenze di persone in movimento, soprattutto di minori non accompagnati, aumenta a Ventimiglia, probabilmente sulla scia dell’aumento del numero di sbarchi in Italia negli ultimi mesi. Una sera gruppi solidali hanno distribuito fino a 130 pasti.

Verrà aperto un secondo PAD (punto d’accoglienza diffusa) per uomini soli in transito, nonostante la giunta Fdl si sia da sempre schierata contro. Le minacce di sgomberi imminenti comunque non si placano, spingendo molte persone a muoversi da sotto il ponte di via Tenda e ad accamparsi in zone della città ancor più limitrofe.

15 persone stipate in un container sono partite con un camion merci da Ventimiglia per poi essere fatte scendere e portate in questura per identificazione a Castelsangiovanni, Piacenza. Tre le persone 4 bambinx.

Il 14 Maggio una persona viene trasferita al CPR di Gradisca D’Isonzo dopo che la polizia ha fatto irruzione nella sua abitazione, sequestrando della merce contraffatta. Si conferma il canale Ventimiglia- CPR che da 3 mesi a questa rapisce e rinchiude persone nei lager CPR di tutta Italia.

Presentato il 26 maggio il progetto per il rifacimento e imbruttimento della “Piazza Italia” al valico di frontiera di Ponte San Ludovico, con la distruzione del memoriale dedicato alle persone in transito morte o sparite a causa della frontiera. Cancellare il memoriale è un viscido tentativo di cancellare un monumento scomodo, che parla della vita delle persone e della violenza della frontiera, per invece celebrare già dal suo ingresso uno stato razzista e assassino.

Il comune riceve 40000€ dal ministero dell’interno per “ripulire le aree attraversate dai migranti” che si traduce in sgomberi del greto del Roya e di via Tenda, di rimozione di vestiti e coperte lungo i sentieri di montagna che portano in Francia.

Il collettivo Ponente contro il CPR si è trovato nuovamente in assemblea per continuare ad organizzarsi ed esprimersi contro la costruzione del CPR a Diano Castello e altrove. Appuntamento in piazza per una manifestazione il 28 giugno.

Altri appuntamenti sono programmati per il 10 anniversario dalla chiusura della frontiera, a Saorge il 14 giugno per una serata con discussioni ed proiezione di un film.

Contro i CPR – Giustizia per Moussa!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nuova campagna di raccolta fondi per permettere ai parenti di Moussa Balde, un giovane guineano prima linciato da tre razzisti a Ventimiglia e poi morto nel CPR di Torino, di tornare in Italia per proseguire in autunno la battaglia che stanno muovendo con dignità e coraggio non solo contro il CPR torinese ma soprattutto contro il sistema dei CPR in generale.
L’appuntamento in tribunale a Torino è l’8 settembre 2025 per inziare la fase dibattimentale del processo per omicidio colposo contro l’ex direttrice e l’ex medico del lager torinese . Ma il loro impegno prosegue anche fuori dalle mura dei palazzi di giustizia, portando con convinzione la loro testimonianza ovunque riescano ad arrivare e ovunque vengano invitati a parlare.
Come solidali di Ventimiglia e come redazione di Parole sul Confine vogliamo continuare a sostenere questa importante lotta che dal lutto di una famiglia si fa grido collettivo: per Moussa Balde e per tutte le persone che continuano a finire nei lager per persone razzializzate, discriminate per la mancanza di un documento riconosciuto idoneo dal sistema, la strada è solo una.
I CPR DEVONO CHIUDERE, TUTTI!

Link per la raccolta fondi: https://www.papayoux-solidarite.com/fr/collecte/contro-i-c-p-r-giustizia-per-moussa-udienza-8-09-2025-1

Per tutte le informazioni sulla storia di Moussa, si invita a ripercorrere i precedenti articoli e comunicati presenti sul blog:
https://parolesulconfine.com/per-moussa-e-ousmane-contro-tutti-i-cpr/
https://parolesulconfine.com/nessun-perdono-perche-sanno-quello-che-fanno_-per-moussa-balde-contro-i-cpr/
https://parolesulconfine.com/aggiornamenti-processo-per-la-morte-di-moussa-balde/

RACCOLTA FONDI PER LE SPESE DI VIAGGIO DEI MEMBRI DELLA FAMIGLIA BALDE, TESTIMONI AL PROCESSO CONTRO IL CPR DI TORINO

(texte en français ci-dessous)

LE UDIENZE SI TERRANO L’8 SETTEMBRE – IL 22 SETTEMBRE – IL 6 OTTOBRE – IL 20 OTTOBRE 2025 AL TRIBUNALE DI TORINO

Per permettere la presenza dei membri della famiglia Balde al tribunale abbiamo bisogno di raccogliere soldi per le spese di viaggio (visti, biglietti aerei, ospitalità, assicurazioni, spese di permanenza per un mese e mezzo a Torino, ecc..). Il costo minimo per una persona è di 4.000 €.

Questo viaggio è totalmente organizzato dal basso e per questo ogni contributo è essenziale.

CHI ERA MOUSSA BALDE

Moussa Balde era un amico e un compagno. Lo hanno trovato morto in una cella del C.P.R. di Torino la notte tra il 22 e il 23 maggio 2021, dopo dieci giorni passati in isolamento. Dieci giorni in cui la direzione del C.P.R. negava la sua presenza all’interno della struttura agli avvocati che lo stavano cercando.

Il 9 maggio era stato picchiato a Ventimiglia da tre italiani. Questo è stato sufficiente a deportarlo a Torino, prendendo per buona la versione dei suoi aggressori e ignorando completamente le gravi condizioni fisiche e psicologiche in cui si trovava dopo il pestaggio. Moussa, originario della Guinea, è stato detenuto in quanto persona non europea e irregolare sul territorio, e per questo è morto rinchiuso in una cella. La morte di Moussa non è stata “fatalità”, o il frutto di una catena di adempienze: è stata la conseguenza del razzismo strutturale dello stato in cui viviamo.

A 4 anni dagli eventi inizia il processo ai C.P.R., il processo più importante mai fatto in Italia contro il sistema dei C.P.R., al tribunale di Torino. Il 12 febbraio di quest’anno si è tenuta l’udienza preliminare del procedimento per omicidio colposo a carico della ex direttrice del C.P.R. e del medico direttore sanitario della struttura all’epoca della morte di Moussa Balde. 

L’8 settembre si terrà la prima udienza: facciamoci sentire per sostenere la famiglia Balde nella lotta comune contro i C.P.R. La loro presenza al processo è essenziale non solo per la parte legale ma anche per rimarcare l’importanza di lottare oggi e sempre contro queste strutture. 

Perchè non se ne aprano di nuove (come sta avvenendo in Liguria) e si distruggano quelle già esistenti!

Per un trasferimento bancario diretto: 

Cassa di Solidarietà del Ponente Ligure

IBAN: IT58H3608105138280345080353

BIC:PPAYITR1XXX

Causale: MOUSSA BALDE

Per info e contatti: borderkills at riseup.net

Per leggere di più sui processi e la sua storia, si può visitare il blog ‘Parole sull confine’ alla categoria Moussa Balde, https://Parolesulconfine.com/ > Moussa Balde

—français—

CONTRE LES CRA – JUSTICE POUR MOUSSA !

RECOLTE DE FONDS POUR COUVRIR LE COÛT DU VOYAGE DES MEMBRES DE LA FAMILLE BALDE, TEMOINS AU PROCES CONTRE LE CPR DE TURIN (Centre de Rétention Administratif)

LES PROCHAINES AUDIENCES SE TIENDRONT LES 8 & 22 SEPTEMBRE ET LES 6  & 20 OCTOBRE AU TRIBUNAL DE TURIN
Pour permettre la présence des membres de la famille Balde au tribunal nous avons besoins de lever des fonds pour couvrir les dépenses du voyage (visas, billets d’avion, hospitalité, assurances, dépenses pour vivre sur Turin un mois et demi, etc.). Le coût minimum estimé pour une personne est de 4.000 €.
Ce voyage est totalement organisé par la base, donc toute contribution est essentielle.

QUI ETAIT MOUSSA BALDE
Moussa Balde était un ami et un camarade. Les autorités l’ont trouvé mort dans une cellule du CPR (équivalent d’un centre de rétention administratif en France) de Turin dans la nuit du 22 au 23 mai 2021, après 10 jours passées en isolement. Dix jours lors desquelles la direction du CPR a nié sa présence au sein de la structure alors que ses avocat.es le cherchaient, aussi au CPR.

Le 9 mai il a été aggressé à Vintimille par trois italiens. Prenant la version des ses aggresseurs pour argent comptant, les policiers qui sont intervenus sur scène ont estimé que c’était suffisant de l’arrêtait et le transféré à Turin, tout en ignorant complètement son état de santé physique et psychologique gravissime suite à l’aggression. Moussa, originaire de la Guinea-Conakry, a été détenu parce que personne non-européenne et avec une présence non-régularisée sur le territoire, et c’est pour ces raisons qu’il est mort caché dans une cellule. La mort de Moussa n’était pas une fatalité, ni le fruit d’une suite de défaillances : sa mort est la conséquence du racisme structurelle de l’état où nous vivons.

4 ans après commence le procès contre le CPR. C’est le procès le plus important jamais ouvert en Italie contre le système des CPR. Le 12 février 2025, au tribunal de Turin, il y a eu l’audience préliminaire du procès pour omicide involontaire contre l’ex-directrice du CPR et le directeur médical de la structure à l’époque de la mort de Moussa Balde.

Le 8 septembre se tiendra la première audience. Levons-nous pour soutenir la famille Balde dans notre lutte commune contre les CPR. Leur présence au procès est essentielle non seulement pour leur témoignage dans le cadre des procédés juridique, mais pour souligner l’importance de lutter aujourd’hui et pour toujours contre ces insitutions que sont les CPR.

Assurons-nous qu’ils n’en n’ouvrent plus des nouveaux (comme c’est prévu en Ligurie) e que se détruisent ceux qui existent!

Détails pour un transfert bancaire directe pour contribuer à la récolte de fonds: 
IBAN: IT58H3608105138280345080353
BIC: PPAYITR1XXX
Nom du destinataire: Cassa di Solidarietà del Ponente Ligure
Motif: MOUSSA BALDE

Pour infos et contact: borderkills at riseup.net

Pour lire des articles sur le procès et l’histoire de Moussa, vous pouvez consulter le blog “Parole sul confine” en regardant dans la catégorie “Moussa Balde”:  https://Parolesulconfine.com/ > Moussa Balde

Dal confine: monitoraggio in frontiera aprile-giugno 2025

Riceviamo e pubblichiamo il quinto resoconto dal monitoraggio in frontiera sulle violente dinamiche di controllo del confine attuate tra Ventimiglia e Mentone dalle polizie francese e italiana.
Per leggere i precedenti report sul monitoraggio in frontiera:
report marzo-aprile 2025
report febbraio-marzo 2025
report novembre-gennaio 2025
report ottobre-novembre 2024

Il testo originale è in inglese.
(English version below)

Questa breve cronologia delle molteplici violenze prodotte dai meccanismi di frontiera e dai suoi agenti alla frontiera interna tra Francia e Italia, sul Mar Mediterraneo, è un resoconto incompleto e ben contestuale. Rappresenta la situazione dal punto di vista di persone che osservano (spesso bianche) con cittadinanza europea e, di conseguenza, tralascia innumerevoli episodi di violenza vissuti da coloro che lottano e resistono per la libertà di movimento. È quindi un quadro molto parziale e limitato della situazione, che esclude le prospettive cruciali delle persone in movimento (POM) e dei sans-papiers (persone senza documenti riconosciuti come “validi” dagli agenti di frontiera francesi).
Anche i numeri dei respingimenti e degli episodi qui citati, rappresentano solo una panoramica momentanea della situazione alla frontiera – non riflettono i numeri dei respingimenti che osserviamo durante i monitoraggi regolari (attualmente circa 30 al giorno), né descrivono in modo adeguato tutti gli episodi di violenza che osserviamo a questa frontiera.

28 aprile

In questa giornata, otto persone vengono respinte dalla Francia all’Italia senza avere accesso a un interprete che fornisca informazioni sulla procedura a cui sono sottoposte, né informazioni sui loro diritti durante la custodia. Tra loro vi è una persona minorenne che avrebbe avuto diritto a un posto sicuro dove stare in Francia. Fino a tarda sera, altre tre persone restano in stato di fermo presso la stazione di polizia, dove vengono interrogate per ore riguardo al loro percorso di viaggio.

5 maggio

Durante tutto il mese di maggio 2025, il numero di persone in movimento che arrivano in Italia è stato il più alto degli ultimi 15 mesi. Di notte, le celle nel seminterrato della stazione di polizia di frontiera francese sono affollate di persone in attesa del respingimento. Inoltre, le autorità locali di Ventimiglia continuano ad annunciare lo sgombero dei precari luoghi di riparo delle persone in movimento e dei sans-papiers sotto il ponte.

In questa giornata, la polizia francese entra più volte in territorio italiano (anche in borghese con diverse auto civili della polizia). Inoltre, una persona in possesso di documenti di viaggio validi subisce un controllo razzista sul treno per la Francia e viene respinta in Italia.

6 maggio

Mentre nove persone in movimento vengono arrestate in Francia e respinte in Italia, la stazione di polizia francese rimane ancora affollata di persone in movimento in stato di arresto. Due di queste nove persone ricevono un decreto di espulsione dall’Italia (e dall’intera area Schengen) da parte della polizia italiana. Per poter restare in Europa in sicurezza, ora dovrebbero affrontare una lunga e logorante procedura giudiziaria, per la quale al momento non hanno né le energie né le risorse necessarie.

12 maggio

Tra le tre persone respinte dalla Francia all’Italia vi è una persona nata in Italia che, nonostante abbia vissuto lì per tutta la vita, non ha mai avuto accesso a documenti di viaggio che la proteggano dalle pratiche di respingimento della polizia di frontiera francese.

15 e 21 maggio

In entrambe queste giornate, almeno dieci persone respinte non hanno avuto accesso a un interprete durante la procedura di respingimento.

22 maggio

Tra le persone respinte dalla Francia all’Italia vi è un uomo fermato vicino alla città di Nizza in autostrada e posto in stato di fermo. Quando chiede ai poliziotti francesi informazioni sui suoi diritti (accesso alla traduzione, informazione sui diritti, verbale della procedura a cui è sottoposto – procès verbal…), gli viene semplicemente detto di firmare il foglio di espulsione (arrêt de réadmission). Quando rifiuta, gli agenti gli dicono che ora è in custodia (garde à vue). Viene poi rilasciato e respinto in Italia alcune ore dopo, con un foglio di espulsione firmato da qualcuno in caserma al posto suo.

26 maggio

Tra le 14 persone respinte in un breve lasso di tempo ci sono sette minorenni. Tutti avevano trascorso la notte in cella. Nessuno di loro parla francese, la maggior parte non capisce l’inglese. Non hanno avuto accesso a nessun interprete. Uno di loro ha un documento che attesta che è stato salvato in mare nel Mediterraneo quattro giorni prima e che ha 17 anni. Sulla carta di espulsione della polizia francese, però, è stata scritta l’età di 19 anni, che non è corretta. Racconta di aver mostrato il documento del salvataggio ai poliziotti, che hanno semplicemente deciso di ignorare lo status di protezione che gli spetterebbe come minorenne.

9 giugno

Durante un breve lasso di tempo, dieci persone vengono respinte questo giorno. Quattro di loro erano state arrestate nel centro di Mentone. Tutti e quattro si sono visti sequestrati i telefoni cellulari dalla polizia. Raccontano di aver protestato, ma sotto la pressione degli agenti non hanno avuto scelta. Hanno visto che la polizia annotava i numeri di serie dei telefoni e inseriva dei codici (senza poter vedere
cosa facevano esattamente). Non hanno ricevuto alcuna documentazione scritta della procedura, né vi è menzione della violazione della loro privacy sui fogli di espulsione, il che li priva della possibilità di presentare reclami futuri.

10 giugno

Anche in questo giorno le persone respinte dalla Francia all’Italia erano state fermate in un controllo razzista nel centro di Mentone.

11 giugno

Durante un vertice nella città di Nizza, la stazione di Nice St. Augustin è piena di polizia antisommossa (CRS) e gendarmeria che effettuano controlli razzisti sui passeggeri fermi e stretti in un imbuto. Le persone fermate, controllate e trattenute pubblicamente sono state costrette a fornire il PIN dei loro telefoni e, una volta sbloccati, la polizia ha scattato foto del contenuto dei dispositivi e li ha confiscati temporaneamente. Nessuno di loro ha ricevuto documentazione della procedura, il che li priva della possibilità di presentare denuncia per la violazione dei propri diritti.

16 giugno

Le quattro persone respinte dalla Francia all’Italia la mattina di questo giorno avevano passato la notte in cella senza riuscire a dormire a causa del caldo. La notte insonne si aggiunge allo stato di angoscia in cui si trovano al momento del respingimento in un paese dove non hanno alcun legame e dove non avevano intenzione di fermarsi.

17 giugno

Mentre l’insediamento precario sotto il ponte di Ventimiglia è ancora minacciato di sgombero, lasciando le persone senza un luogo dove riposarsi, alcune delle persone arrestate dalla polizia di frontiera francese vengono trattenute fino a due notti.
In questa giornata, tra le cinque persone respinte in breve tempo oltre la frontiera franco-italiana, una di esse racconta che la polizia francese ha preso e ispezionato il contenuto del suo telefono. Non riceve alcun documento che certifichi il respingimento o l’arresto né dalla polizia francese né da quella italiana, e si ritrova bloccato nella città di Ventimiglia, dove non era mai stato prima.

english version

This small chronology of the multiple violences produced by the border mechanisms and its agents of the inner-european border between France and Italy at the Mediterranean Sea is an incomplete and situated account. It pictures the situation from the perspective of (often white) observers with european citizenships and thus leaves out innumerable violent incidents experienced by those who are struggling and fighting for their freedom of movement. It is thus a very partial and limited picture of the situation leaving out the crucial perspectives of people on the move (POM) and sans-papiers (people without documents recognised as “valid” by french border agents).
Also the numbers of push backs and incidents cited here are simply momentary snapshots of the situation at the border – they do neither represent the numbers of pushbacks that we observe when regularly monitoring at the border (currently about 30 per day), nor do they adequately picture all violent incidents that we observe at this border.

28th of April

On this day eight people are pushed back from France to Italy without seeing a translator providing information about the procedure they are being subjected to and without information about their rights in custody. Amongst them is one person who is underage and would have had the right to a safe place to stay in France. Until the late evening three other people are still being held in the police station where they are being interrogated about their travel route for several hours.

5th of May

During all of May 2025 the number of people on the move arriving in Italy is the highest since 15 months. At night the cells in the basement of the french border police station are crowded with people awaiting their pushback. In addition the local authorities of Ventimiglia keep announcing the expulsion of the precarious sleeping places of people on the move and people without papers under the bridge.

On this day french police is driving (also in several civil police cars) several times into the italian territory. Also one person who is in the possession of valid travel documents is being subjected to a racist police control on the train to France and pushed back to Italy.

6th of May

While nine people on the move are being arrested in France and pushed back to Italy, the french police station is still crowded with people on the move who are still under arrest. Two of the nine people on the move are being given an expulsion from Italy (and from the entire Schengen zone) by the Italian police. In order to remain safe in Europe they would now have to go through a draining juridical procedure for which they lack the necessary energy and resources at this point of their
journey.

12th of May

Amongst the three people who are being pushed back from France to Italy one person is born in Italy and despite living there all his life never had access to the travel documents that would keep him safe from the pushback practices of the french border police.

15th and 21st of May

On both of these days at least ten people who were pushed back had no access to translation during the pushback procedure.

22nd of May

Amongst the people pushed back from France to Italy is a man who was stopped near the city of Nice on the highway and taken into custody. When he asks the french police about his rights in custody (to have access to translation, to be informed about his rights, to receive a written account of the legal procedure he is being subjected to (procès verbal), …) they simply tell him to sign the expulsion paper (arrêt de readmission). As he refuses to sign he is being told by the french police officers that he is now under arrest (garde à vue). He is released from the french police station and pushed back to Italy several hours later with an expulsion paper that somebody in the police station had signed for him.

26th of May

Amongst the 14 people pushed back in a short period of time during this day are seven minors. All of them had spend the night in the police cell. None of them speak french, most of them do not speak or understand english. They had no access to translation. One of them has a paper stating that he was saved in a sea rescue operation in the Mediterranean a four days ago and that he is 17 years old. On the expulsion paper that he was given by the french border police he was assigned the age of 19 which is not true. He claims to have showed the paper from the rescue operation to the french police who simply decided then to erase the status of protection that he would have a right to as a minor.

9th of June

During a short period of time on this day ten people are being pushed back. Four of them had been arrested in the city center of Menton. All of these four people had their phones taken away from them by the police officers. They report that they disagreed with their phones being taken away from them but under the pressure exerted by the police officers they had no choice. They have witnessed that the french police noted the serial number of their phones and typed a code into their phone (they could not see what the police did exactly). They do not receive a written account of the legal procedure they have been subjected to and on their expulsion papers there is no mention of the intrusion into their privacy which is depriving them of the possibility to complain and act against this infraction in the future.

10th of June

Again, on this day the people who are being pushed back from France to Italy have been arrested in a racist police control in the city centre of Menton.

11th of June

During a summit in the city of Nice the train station of Nice St. Augustin is crowded with riot police (CRS) and gendarmerie units subjecting passengers to racist police controls in a bottleneck of the station. The people who are stopped, held and controlled in public are being put under pressure by the police to give them the PIN code of their phones and, once the phones were unblocked, the police officers proceeded to take pictures of the content of the temporarily confiscated phones. None of the persons who were subjected to this procedure in public received any documentation of this procedure which is depriving them of the possibility to complain against this infraction of their rights.

16th of June

The four people who are pushed back from France to Italy in the morning of this day had spend the night in the french police cell where none of them was able to get any sleep because of the heat. The sleepless night that they were forced into adds on to the distress in which they find themselves when being pushed back to a country in which they have absolutely to connections or ties and where they never intended to stay.

17th of June

While the precarious settlement under the bridge in Ventimiglia is still threatened to be expulsed leaving people with absolutely no place for rest, people arrested by the french border police partly experience detention up to two nights.
On this day, amongst the five people who are being pushed back across the french-italian border within a short period of time, one person reports that the french police had taken and accessed the content of his telephone. He is not given any papers documenting his pushback and arrest neither by the french nor by the italian police and is stranded in the city of Ventimiglia where he has never been to before.