A processo il CPR di Torino: la testimonianza della famiglia di Moussa Balde

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto della seconda udienza dedicata all’ascolto delle testimonianze nel processo per la morte di Moussa Balde. Il capo d’accusa per l’ex direttrice del centro, Annalisa Spataro, e l’ex dirigente medico del centro, Fulvio Pitanti, è di omicidio colposo. Prossima udienza in programma, lunedì 20 Ottobre sempre al tribunale di Torino.

(Article en langue française en-dessous)

A processo la gestione privata del CPR di Torino: la famiglia di Moussa Balde testimonia per la verità e la giustizia

Il 22 settembre si è svolta la seconda udienza del processo per la morte di Moussa Balde nel CPR di Torino. Per la prima volta, la famiglia ha avuto modo di vedere in faccia i responsabili della morte di Moussa e raccontare la sua storia in aula.

Da numerose testimonianze tra il personale, le forze dell’ordine e l’amministrazione del CPR, invece, è emersa chiaramente l’assenza totale di una reale regolamentazione. Il personale ha riportato che nel CPR tutto è lasciato all’informalità e alla discrezionalità di chi è presente al momento. Le risorse del capitolato non sono sufficienti né per garantire tutele né per svolgere servizi essenziali. Di fronte a tali condizioni degradanti, anche il giudice ha avuto difficoltà a definire «ospiti» i detenuti del CPR.

In questo momento, il dibattito si sta concentrando sullo stabilire i responsabili dell’isolamento di Moussa nell’ospedaletto. Gli avvocatə dell’ex direttrice del CPR e dell’ex medico, gli unici imputatə, tentano di attribuire la colpa alla questura e perfino ad altri detenuti che avrebbero rifiutato di accogliere Moussa in sezione per un sospetto di scabbia (rivelatosi infondato). Un vergognoso rimbalzo di colpe che mira solo a creare confusione e a cercare di uscirne pulitə, senza assumersi la responsabilità per quanto è accaduto.

Ma sappiamo, e non ci stancheremo mai di dirlo, che la colpa della morte di Moussa e di tutte le altre morti è sistemica. Il CPR è un sistema che uccide, tortura e maltratta.

Lasciamo la parola alla famiglia di Moussa Balde, che non ha mai smesso di mobilitarsi con coraggio, dignità e determinazione fin dal giorno della perdita del loro caro figlio, fratello e amico, per onorarne la memoria e affinché nessun’altra famiglia debba mai più attraversare il dolore che hanno vissuto:

Noi, Djenabou Balde, Thierno Hamidou Balde e Mariam Baillo Balde abbiamo testimoniato in qualità di rappresentanti e membri della famiglia di Moussa Balde (pace alla sua anima) e come parte civile del processo.

La testimonianza si è articolata su tre periodi fondamentali che hanno segnato il suo percorso:

  1. Il viaggio di Moussa Balde (pace alla sua anima) dalla Guinea fino all’Italia, passando per il Mali, l’Algeria e la Libia, da dove ha attraversato il Mediterraneo per arrivare in Italia nel 2016.
  2. L’esperienza vissuta da Moussa Balde (pace alla sua anima) in Europa, in particolare in Italia, che era il suo paese di riferimento: questo periodo è caratterizzato dal tentativo di Moussa Balde (pace alla sua anima) di integrarsi in Italia attraverso un centro d’accoglienza per persone migranti. Durante questo periodo, nostro fratello conduceva una vita vivace, gioiosa, con la speranza che il suo sogno si realizzasse in Italia. Improvvisamente, quel sogno si è infranto ed è diventato un calvario, segnato da enormi difficoltà in Europa, e soprattutto in Italia. Un periodo colpito dalla disperazione di vedere il proprio sogno crollare come un castello di carte.
  3. L’incarcerazione di Moussa Balde (pace alla sua anima) nel 2021 nel CPR di Torino, dove ha trovato la morte: un breve periodo durante il quale la famiglia aveva perso ogni contatto e informazione su di lui. Successivamente, abbiamo appreso della sua morte (pace alla sua anima) tramite una telefonata di un suo amico, di nome Amadou, senza comprendere le vere circostanze che hanno portato a questa triste tragedia.

MOMENTO DELLA TESTIMONIANZA:

Durante la testimonianza, eravamo sereni, fiduciosi. Perché sentivamo un sostegno totale da parte del popolo italiano, amante della giustizia e della libertà. Attraverso una mobilitazione enorme di persone di buona volontà, che accompagnano la famiglia fin dall’inizio di questa tragedia. Le ringraziamo di cuore. E in particolare, un ringraziamento speciale al nostro avvocato Gianluca Vitale e al suo team, per il lavoro che stanno svolgendo nella ricerca della verità sulla morte di Moussa Balde (pace alla sua anima), sulle pratiche disumane all’interno dei CPR in generale, e per il ripristino della giustizia.

IL PROSEGUIMENTO DELL’UDIENZA E LE NOSTRE ASPETTATIVE:

Speriamo che alla fine di questo processo venga resa giustizia. Che la memoria di Mamadou Moussa Balde (pace alla sua anima) venga onorata. E soprattutto, che i CPR vengano aboliti in Italia e che in tutto il mondo vengano eliminati tutti i luoghi di privazione della libertà privi di un fondamento giusto. Con un pensiero positivo rivolto al popolo palestinese, che oggi subisce un’ingiustizia evidente agli occhi del mondo intero.

LA FAMIGLIA DI MAMADOU MOUSSA BALDE (PACE ALLA SUA ANIMA)

Alla prossima udienza, il 20 ottobre, saranno ascoltatə gli ex dirigenti dell’ufficio immigrazione e della questura. Continueremo a portare solidarietà alla famiglia di Moussa e a tuttə i detenuti e le detenute dei CPR davanti al tribunale.

Per un resoconto della prima udienza del processo:
https://parolesulconfine.com/scaricabarile-tra-questura-e-gepsa-prima-udienza-per-omicidio-colposo-di-balde/

Per sostenere le spese di viaggio della famiglia di Moussa Balde in Italia :
https://www.we-solidaire.com/fr/collecte/contro-i-c-p-r-giustizia-per-moussa-udienza-8-09-2025-1

Procès contre la gestion privée du CPR de Turin :
la famille de Moussa Balde témoigne pour la vérité et la justice

Le 22 septembre s’est tenue la deuxième audience du procès pour la mort de Moussa Balde au CPR (centre de rétention administrative) de Turin. Pour la première fois, la famille a pu faire face aux responsables de la mort de Moussa et raconter son histoire en salle d’audience. De nombreux témoignages, issus du personnel, des forces de l’ordre et de l’administration du CPR, ont clairement mis en évidence l’absence totale d’une réelle réglementation. Le personnel a rapporté que tout au CPR est laissé à l’informalité et à la discrétion des personnes présentes à ce moment-là. Les ressources prévues dans le cahier des charges ne sont suffisantes ni pour garantir des protections, ni pour assurer des services essentiels. Face à de telles conditions dégradantes, même le juge a eu du mal à qualifier les détenus du CPR d’« hôtes ».

À ce stade, le débat se concentre sur l’identification des responsables de l’isolement de Moussa dans la zone appelée « ospedaletto ». Les avocat·es de l’ancienne directrice du CPR et de l’ancien médecin, les seul·es accusé·es, tentent d’attribuer la faute à la questura de Turin (direction locale de la police d’état) et même à d’autres détenus qui auraient refusé de réintégrer Moussa en section à cause d’un soupçon de gale, qui s’est avéré infondé. Ce lamentable renvoi de responsabilités ne vise qu’à semer la confusion et à tenter de s’en sortir sans assumer la responsabilité de ce qui s’est passé.

Mais nous savons, et nous ne cesserons jamais de le répéter, que la responsabilité de la mort de Moussa et de toutes les autres morts est systémique. Le CPR est un système qui tue, torture et maltraite.

Laissons la parole à la famille de Moussa Balde, qui n’a jamais cessé de se mobiliser avec courage, dignité et détermination depuis le jour de la perte de leur cher fils, frère et ami, pour honorer sa mémoire et afin qu’aucune autre famille ne doive jamais plus traverser cette douleur :

Nous, Djenabou Balde, Thierno Hamidou Balde, Mariam Baillo Balde, avons témoigné en tant que représentants et membres de la famille de Moussa Balde (paix à son âme) et parties civiles du PROCÈS. 

Le témoignage portait sur trois périodes essentielles, qui ont marquées son aventure :

  1. Le parcours de Moussa Balde (paix à son âme) de la Guinée jusqu’en Italie en passant par le Mali, l’Algérie et la Libye où il a traversé la méditerranée pour arriver en Italie en 2016.
  2. Le vécu de Moussa Balde (paix à son âme) en Europe particulièrement en Italie qui était son pays de préférence. Cette période est marquée par la tentative de Moussa Balde (paix à son âme) d’intégration en Italie à travers un centre de réinsertion pour migrants. Durant cette période notre frère avait une vie vivace, joyeuse avec l’espoir que son rêve allait se réaliser en Italie. Soudainement, ce rêve s’est brisé et est devenu un calvaire, marqué par d’énormes difficultés en Europe, et surtout en Italie. Une période frappée par le désespoir de voir son rêve s’effondrer comme un château de cartes.
  3. L’emprisonnement de Moussa Balde (paix à son âme) en 2021 dans le CPR de Turin où il trouva la mort. Une courte période durant laquelle la famille avait perdu tout contact et information à son sujet. Par la suite, nous avons appris sa mort (paix à son âme) par un appel téléphonique d’un de ses amis, nommé Amadou, sans comprendre les véritables circonstances qui ont conduit à cette triste tragédie.

MOMENT DU TÉMOIGNAGE

Lors du témoignage, nous étions sereins, confiants. Parce que l’on sentait un soutien total du peuple italien épris de justice et de liberté. À travers une mobilisation énorme des personnes de bonne volonté qui accompagnent la famille depuis le début de cette tragédie. Nous les en remercions, avec une mention spéciale pour notre avocat Maître Gianluca Vitale et son équipe pour le travail qu’ils mènent à la recherche de la vérité sur la mort de Moussa Balde (paix à son âme), sur les pratiques inhumaines à l’intérieur des CPR en général et pour le rétablissement de la justice.

LA SUITE DE L’AUDIENCE ET NOS ATTENTES

Nous espérons qu’à la fin de ce procès, le droit sera dit. La mémoire de Mamadou Moussa Balde (paix à son âme) sera honorée. Et surtout nous voulons l’abolition des CPRs en Italie et de tous les lieux de privation de liberté sans fondement juste dans le monde entier. Avec une pensée positive au peuple palestinien qui subit aujourd’hui une injustice notoire aux yeux du monde entier.

LA FAMILLE DE MAMADOU MOUSSA BALDE (PAIX À SON ÂME)

La prochaine audience aura lieu le 20 octobre, les ancien·nes responsables du bureau de l’immigration et de la questura y seront entendu·es. Devant le tribunal, nous continuerons à apporter notre solidarité à la famille de Moussa et à toutes les personnes enfermées dans les CPR.

Pour un compte rendu de la première audience du procès :
https://parolesulconfine.com/scaricabarile-tra-questura-e-gepsa-prima-udienza-per-omicidio-colposo-di-balde/

Pour soutenir le voyage de la famille de Moussa Balde en Italie :
https://www.we-solidaire.com/fr/collecte/contro-i-c-p-r-giustizia-per-moussa-udienza-8-09-2025-1